12 Mag Il Castello di Romena, visita al simbolo del Casentino
Dopo aver esplorato il Castello di Meleto, immerso nelle colline del Chianti, voglio portarti alla scoperta di un’altra fortezza toscana, questa volta nel cuore del Casentino. Il Castello di Romena, con le sue mura possenti e la sua posizione dominante sulla vallata, è uno dei più affascinanti e misteriosi della zona. Se il Castello di Meleto colpisce per la sua eleganza e per l’ottimo stato di conservazione, Romena incanta con il suo fascino selvaggio e le sue rovine suggestive, che raccontano secoli di storia e battaglie. Qui si respira ancora l’atmosfera medievale: tra torri di guardia, camminamenti difensivi e antiche prigioni, il tempo sembra essersi fermato.
Posto a 620 metri di altezza, il Castello di Romena offre una vista spettacolare sulla Valle dell’Arno. Dante Alighieri lo conosceva bene e lo citò nella Divina Commedia, legandolo a una storia oscura di falsari e trame ingannevoli.
Se ami i borghi storici e vuoi scoprire una delle fortezze più iconiche della Toscana, seguimi in questo viaggio attraverso le sue mura, alla scoperta di segreti, curiosità e panorami mozzafiato.
NON HAI LETTO ANCORA L’ARTICOLO SUL CASTELLO DI MELETO ??
Storia del Castello di Romena
Le origini del Castello di Romena risalgono al X secolo, quando venne costruito come avamposto strategico dai Marchesi di Spoleto. Passò poi alla potente famiglia dei Conti Guidi, che lo trasformò in una delle roccaforti più importanti del Casentino. Durante il periodo medievale, il Romena fu teatro di assedi, intrighi e battaglie tra le diverse fazioni in lotta per il controllo della Toscana. Nel XIV secolo, il castello venne venduto alla Repubblica di Firenze, diventando un presidio militare strategico. Dante Alighieri, esule da Firenze, trovò rifugio in queste terre e citò il Castello di Romena nel XXX Canto dell’Inferno, narrando la triste vicenda di Mastro Adamo da Brescia, un falsario che fu punito proprio tra queste mura. Nel Settecento, il castello passò alla famiglia Goretti de Flamini, che ancora oggi ne detiene la proprietà. Gli importanti restauri del XX secolo hanno permesso di preservare ciò che resta della fortezza, rendendola visitabile e affascinante come un tempo.
Descrizione del Castello di Romena
Sebbene oggi siano rimaste in piedi solo tre torri, il poderoso cassero e parte delle mura perimetrali, il Castello di Romena conserva intatta la sua imponenza. Passeggiare tra le sue rovine significa immergersi in un mondo antico, fatto di guerre, cavalieri e leggende medievali. Ma andiamo a vedere nel dettaglio tutte le zone del castello.
La Postierla
E’ la torre centrale che protegge il ponte levatoio. Lateralmente vi erano due trinceramenti difensivi e che permettevano ai soldati di ritirarsi. Uno degli elementi più affascinanti della postierla è l’architrave della porta, dove si può ancora vedere scolpito il giglio fiorentino, simbolo del dominio della Repubblica di Firenze. Questo dettaglio racconta molto della storia del castello e dei suoi cambi di potere nel corso dei secoli.
La Torre delle Prigioni
Questa torre era un luogo di sofferenza e disperazione. A differenza delle altre, non aveva accesso dal basso, ma solo dalla porta situata sul camminamento di ronda. Questo significava che una volta rinchiusi, i prigionieri non avevano alcuna possibilità di fuga.
La struttura della torre era concepita per infliggere punizioni sempre più severe:
- Al piano superiore si tenevano i processi e i prigionieri appena condannati.
- Scendendo di livello, le condizioni peggioravano drasticamente.
- All’ultimo piano sotterraneo, si trovavano le celle più buie e fredde, dove venivano rinchiusi i condannati più pericolosi.
Si dice che proprio questa torre abbia ispirato a Dante Alighieri l’idea degli inferi e dei diversi cerchi dell’Inferno.
Il Mastio
Il mastio era la torre principale, la più alta e inaccessibile del Castello di Romena. In caso di assedio, rappresentava l’ultima linea di difesa per la guarnigione. Se il castello veniva conquistato, i soldati e i nobili si rifugiavano qui, pronti a resistere fino all’ultimo. Secondo una leggenda, dal mastio partiva un passaggio segreto sotterraneo, che conduceva fino al Convento delle Monache a Pratovecchio, utilizzato per la fuga nei momenti critici.
La Piazza d'armi
Situata al centro della fortezza, la piazza d’armi era lo spazio dedicato all’addestramento dei soldati e alle esercitazioni militari. Circondata da un’ulteriore cerchia muraria, la piazza era uno dei punti più sicuri del castello. Dalla sua sommità, si gode di una vista incredibile sulla Valle dell’Arno, un panorama che un tempo serviva per individuare in anticipo eventuali eserciti nemici in avvicinamento.
Il Cassero
Il cassero era la parte più nobile del Castello di Romena, la residenza della famiglia Guidi. Questo edificio era accessibile solo attraverso un ponte levatoio e al suo interno si trovavano le stanze private, le sale di rappresentanza e la grande cisterna, utilizzata per raccogliere l’acqua piovana e garantire l’approvvigionamento idrico durante gli assedi.
Cosa vedere nelle vicinanze ed informazioni utili
L’ingresso al Castello di Romena è a pagamento ed il biglietto costa 4.00€ per gli adulti e 3.00€ per i bambini da 6 a 12 anni. Gli orari di visita variano a seconda del periodo che vorrai andarci ed è per questo che ti lascio QUI il link con tutto scritto.
Poco lontano e sottostante al Castello di Romena si trova la bellissima ed omonima Pieve Romanica dichiarata monumento nazionale per la straordinaria architettura. A circa 15 minuti di distanza in auto invece potrai raggiungere il borgo di Poppi con il famoso Castello dei Conti Guidi.
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DOMANDE FREQUENTI
La visita permette di esplorare il mastio, le tre torri superstiti e il suggestivo cortile interno del castello. Non perdere il camminamento sulle mura, da cui si gode una vista panoramica spettacolare sulla valle del Casentino, e la vicina Pieve di San Pietro a Romena, uno degli esempi più belli di architettura romanica in Toscana.
Dante soggiornò qui come ospite dei Conti Guidi durante il suo esilio. Il castello è citato indirettamente nella Divina Commedia (Inferno, XXX) attraverso la figura di Mastro Adamo, un falsario che proprio qui coniava fiorini d’oro falsi per i signori del maniero.
Il castello si trova nel comune di Pratovecchio Stia, in provincia di Arezzo. È facilmente raggiungibile in auto seguendo le indicazioni per il Casentino. Per chi preferisce camminare, esistono suggestivi sentieri che collegano il borgo di Pratovecchio al castello, offrendo una passeggiata immersa nel verde tipico delle foreste casentinesi.
Sì, è una meta ideale per le famiglie. Gli ampi spazi verdi esterni e la possibilità di esplorare torri e mura rendono la visita un’avventura per i più piccoli. Spesso l’area circostante viene utilizzata per attività all’aria aperta che permettono ai bambini di vivere il fascino della storia medievale in modo ludico.
Gli orari variano a seconda della stagione: generalmente è aperto nei fine settimana e nei giorni festivi, con aperture quotidiane durante il periodo estivo. Si consiglia sempre di consultare il sito ufficiale o contattare la gestione locale prima della visita, poiché il castello ospita spesso eventi culturali e cerimonie che potrebbero limitare l’accesso ad alcune aree.
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