Rasiglia, la Venezia d’Umbria

Rasiglia, la Venezia d’Umbria

Oggi tramite l’utilizzo delle bellissime foto scattate dal mio amico filsdron (qui potete visitare la sua pagina instagram) ti portiamo nell’ultimo borgo che abbiamo visitato insieme. Il borgo che ti racconto oggi è Rasiglia, la Venezia dell’Umbria. Questo soprannome non è dato a caso perché il borgo è pieno di ruscelli d’acqua, cascatelle e mulini.  Oltre a questo, altra cosa molto suggestiva è che a Rasiglia abitano solo 40 persone. Per farla breve gli abitanti hanno fatto un grande sforzo collettivo per contribuire a lasciare intatta la bellezza di Rasiglia.

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La storia di Rasiglia

Le prime notizie di Rasiglia risalgono agli inizi del XIII secolo in un documento trovato nell’archivio dell’Abbazia di Sassovivo. Attraverso questo documento si è venuti a conoscenza si della chiesa di San Pietro e degli abitanti della zona. Il piccolo villaggio aveva una grande importanza economica data dall’uso dell’acqua per l’agricoltura e  in particolare dai traffici commerciali. Rasiglia era situata a pochi chilometri di distanza dalla via della Spina, via principale per trafficare carichi commerciali dall’Adriatico al Tirreno e da Roma e la Marca Anconetana. Dalla prima metà del Seicento si aggiunse anche la fioritura delle attività artigianali (mulini e opifici) grazie sempre alla presenza dell’acqua. Nel Novecento il borgo ebbe il suo massimo sviluppo commerciale che finì nel momento in cui la maggior parte degli abitanti si spostò a vivere nella vicina Foligno.

Il mio racconto e cosa vedere a Rasiglia

Quando sono andato a Rasiglia sono rimasto letteralmente colpito dai piccoli ruscelli e dalle cascate presenti in ogni angolo del borgo.  Specificatamente l’acqua riesce letteralmente ad accompagnarti nelle varie viuzze e in ogni angolo di Rasiglia alla scoperta delle tante casette in pietra. Inoltre i tantissimi specchi d’acqua e il rumore del suo scorrere, letteralmente ti farà innamorare di Rasiglia e credere di essere in un paese fatato. Come poi non citare i tanti mulini e l’antico telaio presente in un edificio dove ancora si possono vedere i tanti filati che qui a Rasiglia venivano tessuti. In conclusione posso affermare con certezza che se c’è una cosa che amo è il rumore dell’acqua. Questo perché ha su di me un grande effetto rilassante e riesce a stimolarmi di ricordare tanti bei momenti che ho vissuto. E a Rasiglia tutto questo l’ho provato dall’inizio alla fine della mia visita.

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Gabriele Orbetti
italiaignota@gmail.com
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