Villa Lante (Bagnaia), la villa della perfezione

Villa Lante (Bagnaia), la villa della perfezione

Articolo scritto e redatto da Martina per Italiaignota (qui la sua pagina instagram ufficiale).

Ormai tutto il mondo sa che l’Italia è la culla del Rinascimento. Noi italiani abbiamo la fortuna di vivere, di respirare il bello in ogni angolo del nostro paese e di scoprire ogni giorno luoghi che spezzano il fiato per la loro armoniosa perfezione. Oggi vorrei portarti in uno di questi luoghi, una splendida villa rinascimentale dove l’equilibrio architettonico delle forme si fonde con un prezioso giardino all’italiana. Di cosa sto parlando? Di Villa Lante, nel borgo di Bagnaia. Ci troviamo alle porte di Viterbo, lungo la via Francigena, ai piedi dei Monti Cimini. Questo territorio è conosciuto con il nome di Tuscia. Bagnaia è un piccolo borgo medievale da sempre possedimento di papi e cardinali, che lo scelsero come località di riposo.

La storia di Villa Lante

Come detto prima i soggiorni dei papi e dei cardinali in questo territorio avvenivano soprattutto nel Rinascimento. Questo periodo coincide con la costruzione e la nascita di Villa Lante. La storia della Villa risale alla fine del Quattrocento, più precisamente al 1498, quando il Cardinale Riario fece realizzare uno splendido parco. Tra il 1532 e il 1549 un altro cardinale, Ridolfi, decise di far costruire proprio all’interno di questo polmone verde la sua residenza. Inizia, così, a prendere vita, su un ripido pendio terrazzato, la villa, capolavoro di architettura rinascimentale e manieristica. Nel Seicento, divenne proprietà della famiglia Lante, alla quale si deve il nome. I quattro ettari di giardini all’italiana sono il vero fiore all’occhiello di Villa Lante poiché sono resi ancor più straordinari dal Vignola. L’architetto, infatti, progettò una serie di terrazzamenti per superare i forti dislivelli all’interno del parco.

Sei pronto ad entrare insieme a me nella villa?

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I Giardini della villa

La Fontana dei Mori e il primo terrazzamento

Appena varchi la soglia d’ingresso vedrai il fulcro simbolico della villa, ovvero la Fontana dei Mori, detta anche Fontana del Quadrato in quanto svetta imponente al centro del parterre. Le quattro figure di atleti vennero chiamate mori per il particolare colore che ha assunto il peperino nel corso dei secoli. Il tuo sguardo si sposterà poi sulle ben curate siepi di bosso, simmetricamente disposte a creare un intricato labirinto che evoca la graticola del martirio di San Lorenzo. In un ideale percorso di ascesa al cielo, raggiungerai il primo terrazzamento, dove al centro del muro di sostegno ti saluterà la splendida Fontana dei Lumini: settanta lumini gettano zampilli che incorniciano un getto d’acqua centrale. Infine ai suoi lati troverai due grotte artificiali, decorate dalle statue di Nettuno e Venere.

Il secondo terrazzamento

Il raccordo con il successivo terrazzamento è dato dalla cosiddetta Catena d’acqua, che mette in asse la Fontana dei Giganti e la Fontana dei Delfini. Questo asse di equilibrio usa la caduta dell’acqua come elemento architettonico decorativo ed è formato da volute agganciate le une alle altre, con l’acqua che sgorga dalle branchie di un gambero, emblema della famiglia Gambara.

TIP: il cardinale Gambara, tra il 1568 e il 1578, diede il via ad una risistemazione del parco e alla costruzione di una delle due palazzine di Villa Lante, detta, appunto, Gambara.

Il termine della linea visuale è dato da una fontana a grotta, inserita in una fitta vegetazione: il bosco diventa vero e proprio fondale scenografico. Come avrai notato, l’acqua che zampilla da queste complesse architetture è usata come metafora di un percorso di purificazione che conduce il visitatore alla salvezza.

Allora che dici, ti ho convinto a farci un salto?

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Gabriele Orbetti
italiaignota@gmail.com
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